Fammi essere forte, forte di sonno e di intelligenza e forte di ossa e di fibra; fammi imparare, attraverso questa disperazione, a distribuirmi: a sapere dove e a chi dare: […] a riemprire i brevi momenti e le chiacchiere casuali di quell’infuso speciale di devozione e amore che sono le nostre epifanie. A non essere amara. Risparmiamelo il finale, quel finale acido citrico aspro che scorre nelle vene delle donne in gamba e sole.
Non farmi disperare al punto da buttar via il mio onore per la mancanza di consolazione; non farmi nascondere nell’alcol e non permettere che mi laceri per degli sconosciuti; non farmi essere tanto debole da raccontare agli altri come sanguino dentro; come giorno dopo giorno gocciola, si addensa e si coagula.

-Sylvia Plath

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5 giorni fa

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Anna Karenina, by Count Leo Nikolayevich Tolstoy

(via mifamaleilmondo)

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Anna Karenina, by Count Leo Nikolayevich Tolstoy



5 giorni fa

Instead, she cultivates a taste for small pleasures. Plunging her hand deep into a sack of grain. Cracking crème brûlée with a teaspoon. And skimming stones on the Canal Saint-Martin.
- Amélie (2001)

(via couldyoustopthenoise)



“Fu uno dei giorni più belli della mia vita, un giorno in cui vissi la mia vita e non pensai affatto alla mia vita.”

Jonathan Safran Foer

(Fonte: monologhiparalleli, via sentiredipiupensaredimeno)






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